Per identificare gli autori dei saccheggi avvenuti durante la giornata di mobilitazione del 17 ottobre, la polizia si avvale di uno strumento di intelligenza artificiale chiamato Sistema V. Secondo il Primo ministro Sébastien Lecornu, circa 3.000 negozi sono stati attaccati in tutta la Francia, e i commercianti colpiti sono tra le principali vittime.
Mentre le raccolte fondi di sostegno si moltiplicano online per aiutare i professionisti coinvolti, le autorità concentrano i loro sforzi sulla ricerca degli autori. Gli investigatori della polizia giudiziaria e i tecnici della polizia scientifica sono stati inviati sul luogo già il giorno dopo gli attacchi. Hanno proceduto a rilevamenti di impronte e DNA, interrogato testimoni e vittime, e recuperato le registrazioni delle telecamere di sorveglianza dei punti vendita saccheggiati e delle zone limitrofe.
Uno strumento che riduce il tempo di analisi dei video
Il lavoro si annuncia lungo. I saccheggiatori erano principalmente incappucciati e vestiti di nero per nascondere la loro identità, e l’analisi delle migliaia di ore di video raccolte richiederebbe, in condizioni normali, settimane, se non mesi. È in questo contesto che gli investigatori utilizzano il Sistema V, uno strumento sviluppato dalla startup francese XXII, poi acquisito da Orasio a giugno.
Il funzionamento si basa su una richiesta scritta in linguaggio comune, un procedimento paragonabile a quello di un assistente conversazionale. Florian Fournier, presidente e cofondatore di Orasio, ne dà il seguente esempio: « Basta fare una richiesta come la si farebbe in ChatGPT, ad esempio scrivere ‘Cerco un individuo che aveva un passamontagna nero, uno zaino verde Adidas e scarpe bianche Nike’ ». Una persona individuata grazie a questa ricerca può poi essere ritrovata in tutti gli altri video in cui appare. Il software permette anche di seguire un veicolo a partire dalla sua targa.
Riconoscimento facciale e archivi della polizia
Il software non permette il riconoscimento facciale, una tecnica vietata in Francia, se non in casi eccezionali disciplinati dall’AI Act, il regolamento europeo sull’intelligenza artificiale, e dall’articolo 9 del GDPR, il regolamento generale sulla protezione dei dati. Il Guardasigilli, Gérald Darmanin, ha tuttavia affermato che le immagini saranno confrontate con l’archivio della polizia del Trattamento degli Antecedenti Giudiziari (TAJ). Desidera inoltre che gli atti dei saccheggiatori siano riclassificati come criminalità organizzata.
Questi annunci arrivano in un clima di forte tensione. Ricordiamo che il governo si prepara a bloccare i social network in vista del « terzo atto » delle manifestazioni, previsto per il 31 ottobre.
