Google annuncia con AI Social una condivisione delle risposte IA che offusca l’attribuzione SEO

Google sta reclutando un Senior Product Manager responsabile della roadmap del « Share System » e delle « Live Notifications » su tutta Search, secondo un annuncio pubblicato su Google Careers. Il consulente SEO Eli Schwartz vi vede il segno di un motore progettato per far tornare i suoi utenti, con possibili effetti sul traffico dei siti sorgente.

Una posizione dedicata alla condivisione in Search

L’annuncio ha il titolo « Senior Product Manager, AI Google Search Growth ». Il titolare dovrà guidare « l’esperienza utente end-to-end della condivisione attraverso Search », così come la roadmap delle « Live Notifications », un termine che l’annuncio non definisce. Google descrive la posizione come un ruolo « 0 to 1 », cioè la creazione di una funzionalità da zero, e non il miglioramento di un prodotto esistente.

La posizione, con sede a Mountain View, richiede otto anni di esperienza in product management, di cui tre su prodotti di crescita consumer, oltre a un’esperienza nell’integrazione di strumenti di IA generativa o interfacce LLM (Large Language Model). Per gli Stati Uniti, la retribuzione indicata va da 192.000 a 278.000 dollari, con un bonus target del 20%, azioni e benefit.

Una condivisione già disponibile in AI Overviews e AI Mode

Secondo la pagina di aiuto di Google Search, è già possibile creare un link di condivisione da una risposta AI Overviews o AI Mode, per poi inviarlo tramite qualsiasi servizio di messaggistica o social network. La funzione presuppone di aver attivato la cronologia delle ricerche tramite l’impostazione « Attività sul Web e sulle app ». Un link a un AI Overview condiviso apre AI Mode, dove il destinatario può porre le proprie domande di approfondimento. Non arriva quindi su un sito di terze parti, ma nell’interfaccia conversazionale di Google.

Questa funzione è stata lanciata negli Stati Uniti nell’estate 2025. Google presentava allora il pulsante « Condividi » di AI Mode come un equivalente di quanto propongono ChatGPT e Gemini, con la possibilità per i contatti di riprendere la conversazione dove il mittente l’aveva lasciata.

Il « Dark SEO » e la visibilità dei brand

Nella sua pubblicazione del 22 ottobre, Eli Schwartz, consulente SEO e autore del libro Product-Led SEO, ricorda che per vent’anni l’unità condivisa nella ricerca era l’URL. Con la ricerca generativa, secondo lui, una sessione personalizzata si copia più difficilmente. Ritiene che l’annuncio di lavoro suggerisca che Google voglia associare la condivisione alle Live Notifications per creare cicli di crescita « product-led » direttamente in Search. Descrive uno scenario, che presenta come sua interpretazione: un utente segue il prezzo di un biglietto in AI Mode, condivide questo stato con un contatto, ed entrambi ricevono notifiche quando il prezzo scende. L’annuncio di Google non descrive il contenuto delle Live Notifications.

Eli Schwartz avvicina anche il « Dark Social », che indica le condivisioni in canali privati che gli strumenti di analytics non possono ricondurre alla loro origine, e il « Dark SEO », che si riferisce all’influenza della ricerca che non si traduce in un clic misurabile. Ritiene che queste due zone d’ombra si fondano in ciò che chiama l’« AI Social », dove gli utenti condividono l’esperienza IA stessa, a discapito del link verso la fonte. Secondo lui, i contenuti informativi in alto dell’embudo continueranno a perdere traffico di referral, e la presenza del brand nelle risposte IA diventerà « tutta la posta in gioco ».

Resta il fatto che, come sottolinea l’analisi, un annuncio di lavoro indica una direzione e non un calendario. A questo stadio non si sa cosa copriranno precisamente le Live Notifications, se i link condivisi rimanderanno maggiormente alle fonti citate, e se queste funzioni saranno distribuite al di fuori degli Stati Uniti.