Elon Musk ha svelato i primi sette minuti della sua versione «storicamente fedele» dell’Odissea, generata da Grok, la sua intelligenza artificiale. Visivamente meno catastrofica di quanto si potesse temere, il risultato fatica a rivaleggiare con il film di Christopher Nolan, grande successo al botteghino.
- Elon Musk ha pubblicato i primi sette minuti di un’Odissea generata dall’IA Grok.
- Le immagini sono visivamente accettabili, ma la narrazione manca di slancio.
- Il progetto risponde a una disputa con Christopher Nolan, che giudica l’IA incapace di creare.
- Gli internauti criticano le navi simili a quelle vichinghe e i personaggi tutti bianchi.
Tre mesi dopo aver promesso un lungometraggio, il miliardario ha pubblicato le prime immagini su X, venerdì 23 ottobre. La sequenza mostra la partenza di Ulisse da Itaca, che lascia dietro di sé Penelope e il loro figlio Telemaco, ancora neonato, e poi l’arrivo delle navi sotto le mura di Troia. Il progetto, sviluppato da Grok in collaborazione con Wonder Studios e il regista Dev Walker, è presentato come l’episodio 1 di una serie dedicata al racconto mitologico.
Sul piano visivo, alcune inquadrature sono sufficientemente convincenti da dare l’illusione di veri attori su un vero mare. Il risultato appare anche più compiuto di diversi video generati dall’IA pubblicati recentemente da Elon Musk. I personaggi, da parte loro, declamano le loro battute con gravità, ma l’insieme manca di slancio: la voce fuori campo, con accento britannico, snocciola il contesto senza interruzioni, per poi lasciare il posto a una successione di personaggi barbuti.
Due visioni opposte
Il progetto si inserisce in una disputa più personale. Lo scorso luglio, Elon Musk aveva criticato l’adattamento di Christopher Nolan, in particolare il suo cast, composto da attori neri e transgender. Il patron di Tesla e SpaceX desiderava proporre la propria lettura dell’epopea, con scelte di casting conformi alla sua visione.
Le posizioni dei due uomini sull’intelligenza artificiale differiscono altrettanto. Elon Musk moltiplica le iniziative in questo campo ed evoca, tra l’altro, data center orbitali. Christopher Nolan, da parte sua, ha stimato che l’IA non può sostituire «la creatività umana» nel cinema e che non può «creare nulla».
Il regista britannico ha privilegiato riprese in scenari reali, distribuiti in sei paesi, con migliaia di persone mobilitate davanti e dietro la macchina da presa. Il suo film ha incontrato un vasto pubblico, con proiezioni Imax al completo per mesi, e ha incassato oltre 1,7 miliardi di dollari. È inoltre tra i favoriti della prossima cerimonia degli Oscar.
Un’Odissea alla Musk
La promessa di fedeltà storica rimane difficile da verificare sulla sola base di questi sette minuti, tanto più che i personaggi non si esprimono in greco antico. Diversi internauti hanno inoltre rilevato che le navi «assomigliano a quelle dei Vichinghi», mentre tutti i personaggi appaiono bianchi.
Pubblicato su X, il video è stato visualizzato oltre 6,3 milioni di volte. Grok invita gli internauti a porre domande sui metodi impiegati e a dare la loro opinione. Tra le reazioni, un utente scrive: «Perfettamente in linea con i gusti di Elon». Un altro giudica: «Solo riempitivo senza anima, senza alcuna riflessione né nulla».
L’esercizio ricorda più una cinematica di videogioco che un film, con la differenza che nessun pulsante permette di saltare le scene.
