A tre settimane dalle elezioni di metà mandato negli Stati Uniti, previste per il 3 novembre, la campagna elettorale vede moltiplicarsi i falsi spot televisivi generati dall’intelligenza artificiale, che prendono di mira alcune personalità politiche. Trasmessi in televisione e sui social network, questi brevi video assomigliano agli spot elettorali come li conosciamo in Francia, con la differenza che sono interamente realizzati dall’IA.
Clip che prendono di mira i candidati
Il candidato democratico al Senato Abdul El-Sayed è tra le personalità prese di mira. In una di queste clip, la voce fuori campo afferma: «Quando Abdul El-Sayed parla di famiglia e amicizia, non menziona mai la sua stessa famiglia. La distruzione di Israele e dell’Occidente non è solo un gioco per loro, è una missione». Nell’immagine, il candidato appare circondato da quattro donne velate dalla testa ai piedi, poi gioca a un gioco da tavolo con carte che riportano le scritte «Morte all’America» e «Celebra l’11 settembre». Lo spot indica alla fine, tramite la voce fuori campo e i sottotitoli, che le sue immagini sono state generate integralmente dall’intelligenza artificiale.
Questa clip è stata prodotta da The Front Line Action, un think tank, cioè un organismo di riflessione, vicino al senatore repubblicano Ted Cruz. Secondo la fonte, questa organizzazione non è l’unica a produrre questo tipo di falsi spot.
Un fenomeno quantificato
Il Wesleyan Media Project, che monitora le spese elettorali negli Stati Uniti, ha censito 220 spot realizzati in parte o totalmente dall’IA. La loro creazione e diffusione sulla televisione americana sono costate complessivamente 137 milioni di dollari, secondo questo organismo. Quest’ultimo ritiene tuttavia che queste cifre siano sottostimate, perché diventa sempre più difficile individuare un video generato dall’intelligenza artificiale.
La stragrande maggioranza di questi spot, ossia 81 %, è sponsorizzata da candidati repubblicani, contro 12 % da candidati democratici. Inoltre, solo 27 % di questi falsi spot indica di essere stato generato dall’IA, il che, secondo il Wesleyan Media Project, presenta un rischio significativo di disinformazione.
Il senatore democratico Jon Ossoff, anch’egli preso di mira da una di queste false clip, ha reagito evocando una «china scivolosa verso la distruzione della verità in politica».




