Per combattere i depositi abusivi di rifiuti, diverse amministrazioni e aziende ricorrono all’intelligenza artificiale. Le prime sperimentazioni mostrano miglioramenti, anche se il quadro giuridico di questi dispositivi rimane poco chiaro.
Il fenomeno riguarda una parte significativa della popolazione. Secondo l’ultimo rapporto di Gestes Propres, datato settembre 2025, associazione di lotta contro i rifiuti abbandonati, il 35% dei francesi ha già abbandonato rifiuti per terra nei dodici mesi precedenti. Per i comuni, queste pratiche possono rapidamente diventare un problema maggiore, soprattutto a causa delle discariche abusive, che danneggiano la sicurezza e la biodiversità.
Per identificare e sanzionare i responsabili, sempre più città installano telecamere pilotate dall’IA. Questi dispositivi sanno riconoscere oggetti e individuare movimenti insoliti, come un’auto che si ferma per far gettare ai passeggeri cartoni o depositare una lavatrice usata. Un allarme può quindi essere trasmesso alle forze dell’ordine, che analizzano il video e rilevano, se del caso, le targhe dei trasgressori. L’autore del deposito riceve poi una contravvenzione e dispone di una decina di giorni per contestare i fatti.
Combattere i depositi abusivi
La città di Gex, nell’Ain, testa questa soluzione dal 2024. Secondo gli elementi riportati, ha permesso di ridurre dell’80% i depositi illegali nei siti dove sono state installate le telecamere intelligenti. Il dispositivo ha portato all’avvio di 310 procedure e al recupero di 140.000 euro, con una media delle multe intorno ai 500 euro.
A Orléans, una sperimentazione è in corso dalla fine del 2025. Settanta persone sono state sanzionate, con multe che possono arrivare fino a 4.000 euro.
Altri attori si sono specializzati nel monitoraggio delle discariche in piena natura. È il caso di Disaitek, che analizza immagini satellitari per rilevare dove si formano le discariche e dove diventano pericolose. Questo rilevamento permette, secondo lo stesso principio, un intervento più a monte, in particolare di fronte agli incendi boschivi.
Un quadro d’utilizzo ancora da definire
Il quadro legale rimane tuttavia incerto. La Cnil, il garante dei dati personali, ricorda che in Francia, la legge non autorizza le telecamere potenziate dall’IA per rilevare infrazioni nello spazio pubblico.
L’innovazione può quindi intervenire in un altro momento, una volta recuperati i rifiuti. La start-up Lixo propone di analizzare questi rifiuti tramite telecamere installate nei camion della nettezza urbana, di cui sono equipaggiate diverse decine di amministrazioni. Ad ogni svuotamento del cassonetto, vengono scattate foto e un algoritmo individua i rifiuti non conformi.
I dati raccolti dall’azienda mostrano che quasi un cassonetto su due contiene almeno un’anomalia. Può trattarsi, ad esempio, di una bombola di protossido di azoto, che può esplodere se compressa e mettere in pericolo gli operatori. L’obiettivo dichiarato non è sanzionare, ma permettere il dispiegamento di campagne di prevenzione.





