Il rapporto State of the Internet (SOTI) di Akamai (Nasdaq: AKAM) indica che nel primo trimestre del 2026, il volume delle truffe online è quasi raddoppiato, superando per la prima volta quello degli attacchi di phishing tradizionali. Intitolato «AI-Driven Digital Deception: The Fraud and Abuse Report 2026», questo studio descrive attori malevoli che sfruttano l’intelligenza artificiale (IA) e infrastrutture automatizzate per aggirare i perimetri di sicurezza classici.
Secondo il rapporto, queste truffe spaziano da falsi siti di vendita e trappole di reclutamento sui social network a portali di eventi fraudolenti. Il numero di rilevamenti è passato da circa 3,2 milioni a circa 6,4 milioni. Nello stesso periodo, la durata operativa degli attacchi di phishing è crollata di oltre il 50%, da 48 giorni nel quarto trimestre del 2025 a 22 giorni nel secondo trimestre del 2026. Quasi il 70% degli attacchi di phishing imitava marchi dei settori tecnologico (41,6%), dei servizi finanziari (18,9%) e del commercio (8,4%).
Una minaccia persistente in Europa
Nella regione EMEA, quasi un tentativo di accesso su quattro è stato segnalato come ad alto rischio. Il rapporto collega questa osservazione a una minaccia persistente legata agli attacchi di forza bruta, al «credential stuffing», ovvero il test massivo di credenziali rubate su più siti, e al dirottamento di account.
I malware e le minacce persistenti avanzate (APT) rappresentano oltre il 60% del traffico di attacco nella regione. I malware da soli costituiscono il 44% del volume totale, davanti alle APT (16,7%), ai trojan (13%), ai ransomware (9,8%), al phishing (6,1%) e alle botnet (5,2%). Durante una campagna di impersonificazione mirata a diversi marchi di servizi finanziari, gli attori malevoli hanno concentrato i loro tentativi sui settori automobilistico e della vendita al dettaglio.
Account sotto pressione a livello globale
A livello globale, i tentativi di accesso ad alto rischio o a rischio critico rappresentavano il 26,6% di tutti i tentativi registrati. Le richieste di verifica dell’account costituivano da sole il 40% del traffico. Secondo il rapporto, ciò indica che gli aggressori convalidano sistematicamente gli indirizzi email prima di lanciare attacchi di tipo «credential stuffing» su larga scala.
Il commercio è il settore che ha registrato il maggior numero di tentativi di accesso, con il 41,1%, diventando così, secondo lo studio, un bersaglio privilegiato per la convalida delle credenziali, il furto di account e l’uso fraudolento dei punti fedeltà. L’Asia-Pacifico (APAC) e l’America Latina (LATAM) mostrano le proporzioni più elevate di tentativi ad alto rischio o a rischio critico, rispettivamente con il 36,4% e il 37,8%.
Patrick Sullivan, Chief Technology Officer, Security Strategy di Akamai, ritiene che «la lotta contro le frodi non sia più una semplice funzione finanziaria isolata ma un imperativo trasversale in materia di cybersecurity». Aggiunge: «Gli agenti IA autonomi e le identità sintetiche stanno trasformando il modo in cui i clienti interagiscono con i marchi. Parallelamente, gli attori malevoli sfruttano questi stessi vettori per commettere abusi di logica di business ed esfiltrazioni di dati senza interazione.»
Il rapporto dedica inoltre un’analisi ai ransomware, firmata da Ofer Wolf, Senior Vice President and General Manager of Enterprise Security di Akamai. Egli afferma: «I ransomware non sono più semplici malware: costituiscono ormai un modello operativo criminale a sé stante, incentrato sull’estorsione.» Per i responsabili della sicurezza dei sistemi informativi (RSSI), lo studio raccomanda di rafforzare le difese contro i bot, di implementare un’analisi comportamentale in ogni fase del ciclo di vita di un account, nonché una micro-segmentazione per limitare i movimenti laterali all’interno delle reti. Il rapporto è disponibile integralmente sul sito di Akamai.





