Google spiega che la bassa monetizzazione della modalità IA ha frenato la crescita di Search

Alphabet ha annunciato per il terzo trimestre del 2026 un fatturato di 63,35 miliardi di dollari per la sua linea Google Search & Other, in aumento del 12% su base annua. I ricavi della ricerca stanno rallentando da due trimestri e, secondo il direttore delle attività commerciali Philipp Schindler, la monetizzazione più bassa di AI Mode, la modalità di ricerca basata sull’IA di Google, è una delle tre ragioni di questo rallentamento.

Perché la crescita rallenta

La crescita dei ricavi della ricerca era del 19% nel primo trimestre e del 17% nel secondo. Nel terzo trimestre, questi ricavi sono rimasti praticamente stabili rispetto ai 63,27 miliardi di dollari del trimestre precedente. Secondo Philipp Schindler, il fattore più importante è l’evoluzione delle valute. Anche il commercio al dettaglio ha subito un effetto, con alcuni inserzionisti della regione Asia-Pacifico colpiti dalla rimozione, da parte dell’Unione Europea, dell’esenzione dai dazi doganali per le importazioni di basso valore. Il settore dei media e dell’intrattenimento, invece, ha visto le sue spese tornare alla normalità dopo un secondo trimestre sostenuto, segnato dalla Coppa del Mondo di calcio FIFA.

La direttrice finanziaria Anat Ashkenazi ha precisato che l’effetto del cambio pesava poco sulla crescita annuale, ma di più sulla crescita trimestrale. Ha anche menzionato una base di confronto più esigente, poiché la crescita della ricerca ha continuato ad accelerare per tutto il secondo semestre del 2025.

La monetizzazione di AI Mode al centro del dibattito

Durante la presentazione dei risultati, l’amministratore delegato Sundar Pichai ha indicato che gli investimenti nell’IA hanno stimolato la crescita delle query, comprese le query commerciali. Ha precisato che «il tasso di crescita annuale delle query è il più alto degli ultimi cinque anni». Interrogato dall’analista Doug Anmuth di J.P. Morgan sul divario tra la crescita delle query e quella dei ricavi pubblicitari, Philipp Schindler ha citato la valuta, il commercio al dettaglio e i media, poi la forte crescita delle query in AI Mode, che ha pesato sui ricavi a causa di una monetizzazione più bassa. Non ha specificato rispetto a quale livello questa monetizzazione fosse inferiore, né l’importo coinvolto.

Nelle sue osservazioni preparate, Philipp Schindler ha spiegato che molte delle nuove domande poste nella ricerca assistita dall’IA riguardano la fase iniziale del percorso d’acquisto e che la maggior parte delle query in AI Mode sono incrementali, il che, secondo lui, apre maggiori possibilità di monetizzazione a lungo termine. Shashi Thakur, vicepresidente e direttore generale della pubblicità su Google Search e delle esperienze pubblicitarie di Google, ha dal canto suo scritto nel post di annuncio: «Le nostre ricerche mostrano che le persone si trovano a proprio agio con le pubblicità in AI Mode e le trovano molto pertinenti». Aggiunge che «i tassi di clic sono già simili tra gli annunci sponsorizzati e i risultati organici in AI Mode». Una nota a piè di pagina rimanda a dati interni di Google negli Stati Uniti, che coprono il periodo dal 20 agosto al 3 settembre 2026.

Google ha anche annunciato l’estensione delle pubblicità in AI Mode a dieci paesi aggiuntivi: Australia, Canada, India, Kenya, Malaysia, Nuova Zelanda, Nigeria, Pakistan, Filippine e Singapore. Il gruppo lancia inoltre pubblicità sulle domande di follow-up in AI Mode negli Stati Uniti, per le quali sono idonee per impostazione predefinita tutte le campagne Search, Shopping e Performance Max esistenti, senza possibilità di escluderle separatamente.

Prospettive per il quarto trimestre

Anat Ashkenazi si aspetta, per il quarto trimestre, un effetto del cambio leggermente più sfavorevole, soprattutto sulle pubblicità di Search e YouTube, ai tassi di cambio spot attuali. Ritiene inoltre che la continuazione dell’accelerazione dell’anno precedente peserà sulla crescita. Google prevede inoltre di estendere le sue pubblicità in AI Mode ad altri paesi nel quarto trimestre del 2026, in particolare Brasile, Messico e Regno Unito.