Anthropic : 5 cose da sapere prima della sua quotazione in Borsa

Anthropic si avvicina alla quotazione in Borsa dopo aver reso pubblico, lunedì 26 ottobre 2026, il suo modulo S-1, il documento che la SEC, l’ente di vigilanza del mercato azionario statunitense, richiede prima di qualsiasi IPO. L’azienda prevede di essere quotata sul Nasdaq con il simbolo ANT, e il Wall Street Journal menziona una possibile quotazione già dalla settimana del 16 novembre, per una valutazione compresa tra 1.500 e 2.000 miliardi di dollari. Per la prima volta, l’azienda dettaglia i suoi conti.

Un fatturato moltiplicato per 14 in un anno

Nel primo semestre del 2026, Anthropic ha realizzato un fatturato di 16,3 miliardi di dollari, contro 1,16 miliardi nel primo semestre del 2025 e 4,6 miliardi nell’intero anno 2025. «È una moltiplicazione per 14 rispetto all’anno scorso. C’è una vera accelerazione», sottolinea Jérôme Marin, fondatore di Cafétech ed ex corrispondente del Monde a San Francisco. Secondo il Wall Street Journal, l’azienda ha indicato ai suoi investitori un fatturato di 16,8 miliardi di dollari nel terzo trimestre.

Il giornalista nota tuttavia un rallentamento. «La valutazione di Anthropic si basa sulla sua capacità di mantenere una crescita forte», ricorda. Due fattori potrebbero pesare su questa traiettoria: la concorrenza di OpenAI, che, secondo lui, «ricomincia a preoccupare Anthropic», e quella dei modelli cinesi, «meno costosi e sempre più utilizzati come alternativa per alcuni compiti».

Perdite da leggere con cautela

La perdita netta del primo semestre 2026 raggiunge 80,7 miliardi di dollari, a cui si aggiungono circa 42 miliardi di perdite nel 2025. Per Jérôme Marin, questa cifra è fuorviante. Anthropic ha emesso obbligazioni convertibili, titoli che gli investitori possono trasformare in azioni. Più il valore dell’azienda aumenta, più questi titoli valgono, e questo aumento è registrato come una perdita, ovvero 72,4 miliardi sugli 80,7 miliardi del semestre. «Non sono soldi che escono, sono solo scritture contabili», insiste.

Il risultato operativo, che misura «quanto costa l’attività e quanto rende», rimane negativo nel semestre, a -693 milioni di dollari. Maschera però due trimestri diversi: una perdita di circa 1,7 miliardi nel primo trimestre, poi un primo utile operativo di 974 milioni di dollari nel secondo. Secondo il documento S-1, le spese di compute, ovvero la potenza di calcolo utilizzata per addestrare e far funzionare i modelli, hanno raggiunto quasi 9 miliardi di dollari, la prima volta in un semestre in cui sono inferiori al fatturato. Il margine lordo, che non tiene conto dell’addestramento, è passato da «meno 94%» nel 2024 al 40% l’anno successivo, poi all’85%, secondo l’esperto.

La modalità di fatturazione gioca un ruolo. Gli abbonamenti rappresentano circa il 20% del fatturato, contro l’80% per l’API e i grandi clienti, fatturati a consumo. Secondo Jérôme Marin, il margine sugli abbonamenti può diventare basso, persino negativo, quando gli utenti consumano molto, mentre la fatturazione a consumo garantisce un margine stabile.

Una struttura azionaria e rischi fuori norma

Anthropic si basa su cinque categorie di azioni, che Jérôme Marin definisce «totalmente atipiche». Il pubblico potrà acquistare azioni di classe A. Un’azione di classe F, detenuta da una società che riunisce i sette cofondatori, conferisce loro il 50,1% dei diritti di voto. L’unica azione di classe T spetta al Long-Term Benefit Trust, che permette di eleggere la maggioranza del consiglio di amministrazione. Gli investitori che acquistano in Borsa «avranno un peso piuttosto debole sull’azienda», avverte il giornalista.

Il documento conta inoltre 94 pagine di fattori di rischio, contro una ventina o una trentina solitamente, con 80 rischi diversi. Alcuni sono classici, come la concorrenza, altri meno. Il contesto politico occupa un posto insolito: secondo Jérôme Marin, Anthropic spiega che l’amministrazione Trump «non la apprezza» e che potrebbe perdere contratti. All’inizio di marzo, il Pentagono aveva designato l’azienda come un rischio per la catena di approvvigionamento.

In primavera, Anthropic e OpenAI sembravano in corsa per entrare in Borsa per primi. Secondo Jérôme Marin, OpenAI ha rinviato la sua IPO perché perde ancora molti soldi. Il prezzo dell’azione di Anthropic darà, dice, «il tono di quanto varrà la prossima IPO».