Chi parla di « superintelligenza » ? La pressione di Trump non impone un vocabolario uniforme nella tech

Chi parla di « superintelligenza » ? La pressione di Trump non impone un vocabolario uniforme nella tech
3 min di lettura

La campagna di Donald Trump per sostituire «superintelligenza» a «IA» non ha portato a un vocabolario uniforme nel settore tecnologico. Elon Musk e Mark Zuckerberg hanno adottato il nuovo termine, mentre i CEO di Microsoft, Amazon e Alphabet continuano a usare «IA». All’interno di una stessa azienda, le due denominazioni coesistono.

  • Trump impone «superintelligenza» al posto di «IA» nei documenti federali.
  • Musk e Zuckerberg adottano il nuovo termine, mentre Amazon, Alphabet e Microsoft continuano a usare «IA».
  • Molti dirigenti usano entrambi i termini, e gli scienziati criticano la ridefinizione.
  • Sul piano giuridico il significato resta invariato, e i documenti esistenti non vengono riscritti.

Il 29 settembre 2026, Donald Trump ha firmato un ordine esecutivo che impone alle agenzie federali di abbandonare l’espressione «intelligenza artificiale» in favore di «superintelligenza» in tutte le politiche e comunicazioni ufficiali. Durante la 81a Assemblea generale delle Nazioni Unite, aveva affermato ai suoi omologhi che «l’uso della parola « artificiale » fa pensare che la tecnologia sia falsa». Dalla firma, il governo americano procede alla modifica dei documenti ufficiali e dei siti web, e i ministri e i collaboratori hanno immediatamente adottato il nuovo termine. Questa decisione è tuttavia ampiamente criticata nella comunità tecnologica, dove alcuni esperti vi vedono una scelta a favore delle Big Tech.

Leader più o meno allineati

Un mese dopo l’inizio di questa campagna, Elon Musk e Mark Zuckerberg appaiono come i leader più allineati alla linea presidenziale, durante le presentazioni dei loro risultati del terzo trimestre 2026. Elon Musk ha deciso di rinominare in SpaceXSI la divisione che sviluppa il modello di IA Grok, e ha menzionato la nuova terminologia durante una conferenza di Tesla dedicata alla robotica umanoide. Mark Zuckerberg ha, da parte sua, ribadito durante la conferenza sui risultati di Meta del 21 ottobre 2026 l’obiettivo del suo gruppo di «fornire una superintelligenza personale a tutti», un’ambizione portata avanti dalla divisione Meta Superintelligence Labs, creata in precedenza.

Secondo una recente analisi di CNBC, molti responsabili di primo piano mantengono invece i termini tradizionali. Andy Jassy, CEO di Amazon, ha usato «IA» più di una dozzina di volte nel suo discorso introduttivo, e Sundar Pichai, CEO di Alphabet, ha rapidamente ricordato che gli investimenti nell’IA continuano a stimolare la crescita degli utenti. In Microsoft, Satya Nadella ha ribadito la concezione di un’IA al servizio degli utenti, ma l’azienda ha usato il termine superintelligenza otto volte nel suo rapporto annuale, senza opporsi frontalmente alla Casa Bianca. Arvind Krishna, CEO di IBM, ha combinato le due denominazioni durante la conferenza telefonica della sua azienda, mentre Lip-Bu Tan, CEO di Intel, ha usato «superintelligenza» per spiegare la carenza di approvvigionamento nel settore dei chip con una «domanda senza precedenti». Nikesh Arora, CEO di Palo Alto Networks, e Jensen Huang, CEO di Nvidia, hanno salutato l’ordine esecutivo.

Un termine con definizioni distinte

Nella comunità scientifica, «superintelligenza» designa una macchina ipotetica che supera ampiamente le facoltà cognitive umane. Questo stadio si trova oltre l’«intelligenza artificiale generale» (AGI), cioè un punto teorico in cui dei sistemi raggiungerebbero una padronanza globale uguale o superiore a quella dell’intelligenza umana. Per la linguista Naomi Susan Baron, questo tentativo di ridefinizione politica è «ingenuità ottimista e pericolosa». La professoressa di linguistica computazionale Emily Bender ricorda da parte sua che «le lingue appartengono alle loro comunità».

Sul piano giuridico, il significato rimane invariato. Salvo disposizione contraria della legge, la superintelligenza comprende i sistemi già coperti dalla definizione legale esistente dell’IA. L’ordine esecutivo concede al consigliere del presidente per le scienze e le tecnologie un termine di 60 giorni per presentare un progetto di testo legislativo, che dovrà valutare se una definizione federale dell’IA debba modificare, ampliare o sostituire la definizione attuale. I documenti esistenti non devono essere riscritti: l’ordine esenta i regolamenti, gli atti presidenziali, i contratti, le sovvenzioni e altri documenti storici già pubblicati.