L’intelligenza artificiale colpisce direttamente il settore bancario

Il gruppo bancario britannico Barclays si prepara a separarsi, entro la fine dell’anno, da circa 15.000 collaboratori, ovvero 5% del suo organico. Invoca l’uso dell’intelligenza artificiale (IA), che gli consente di guadagnare in efficienza. Questo piano è l’ultimo esempio di istituti che annunciano tagli di posti di lavoro massicci legati a questa tecnologia.

Barclays prevede una riorganizzazione dei suoi team

Secondo il gruppo, circa il 60% di questi tagli riguarda le cosiddette funzioni di «supporto», in particolare gli sviluppatori di prodotti bancari, come prestiti, assicurazioni o investimenti. Barclays non nasconde che l’IA la condurrà a riorganizzarsi in profondità. La banca assicura che questa tecnologia rende i suoi team più produttivi e parla di «semplificazione organizzativa».

Barclays, che impiegava 93.000 persone nel mondo alla fine dello scorso anno, registra comunque buoni risultati. Nel terzo trimestre (luglio-settembre 2026), il suo utile netto è aumentato del 13%, raggiungendo 2 miliardi di euro. Secondo la direzione, questo profitto si spiega con le performance dei suoi analisti e consulenti finanziari, aiutati dall’intelligenza artificiale.

Altri istituti coinvolti, la Francia per ora risparmiata

Barclays non è il solo istituto ad adattare il suo organico grazie all’IA. HSBC, anch’essa britannica e presente in 80 paesi, prevede di separarsi da 20.000 collaboratori entro cinque anni. Nel Regno Unito ancora, Standard Chartered intende eliminare 15% del suo organico entro la fine del decennio.

In Francia, la situazione è diversa per il momento. BNP Paribas, Société Générale e Crédit Agricole non annunciano alcun piano di partenze dovuto all’intelligenza artificiale. Questi grandi istituti hanno tuttavia concluso accordi di partenariato con attori maggiori del settore, come Mistral o Anthropic, senza un impatto diretto sull’occupazione annunciato ufficialmente a questo stadio.