XAI avrebbe offerto ai residenti del Mississippi di riacquistare le loro case, e forse l’intero quartiere

XAI avrebbe offerto ai residenti del Mississippi di riacquistare le loro case, e forse l’intero quartiere

Alcuni residenti di Southaven, nel nord del Mississippi, hanno ricevuto un’offerta insolita: la società xAI, di proprietà di Elon Musk, propone di riacquistare le loro case, a una condizione, che non si uniscano alla denuncia contro il vicino centro dati, giudicato troppo rumoroso. Come riporta il Guardian, alcuni agenti immobiliari hanno fatto porta a porta nel quartiere di Colonial Hill.

Secondo uno di questi agenti, l’obiettivo è riacquistare 418 case. Diciotto proprietari pensano di accettare l’offerta, e altri cinque hanno già venduto la loro proprietà nel corso del mese di ottobre. In questo quartiere, il prezzo medio di una casa si aggira intorno ai 180.000 dollari, cioè 160.000 euro.

Un complesso massiccio e rumoroso

Da luglio 2024, gli abitanti di Colonial Hill hanno visto sorgere dal terreno tre enormi centri dati di xAI, battezzati Colossus I, Colossus II e Macrohardrr. Situato al confine tra Mississippi e Tennessee, nella periferia di Memphis, il sito è tra i più grandi centri di supercomputer dedicati all’IA al mondo, secondo la descrizione fornita dalla fonte. I centri dati, che ospitano le macchine necessarie per l’addestramento e il funzionamento dei modelli di IA, non sono senza conseguenze sulla vita dei dintorni.

Alcuni residenti descrivono «un ronzio acuto, e un suono che assomiglia a quello di un aereo che sorvola la casa». Molti raccontano di risvegli notturni legati a questi rumori, provenienti dai centri dati ma anche da una centrale a gas installata nelle vicinanze. Altre aziende, come Microsoft, devono anch’esse affrontare denunce dei vicini per disturbi acustici di questo tipo.

Di fronte agli scambi infruttuosi con le autorità locali, tre vicini esasperati hanno sporto denuncia lo scorso giugno. Attirano anche l’attenzione sulla loro situazione attraverso video pubblicati sui social network. Una vicina riassume il sentimento di alcuni abitanti: «Penso che vogliano riacquistare l’intero quartiere. Diventerà semplicemente il parco giochi di Elon Musk. Elonville.»

Un «gesto di buona volontà»?

xAI afferma di voler «avere a cuore di essere buoni vicini», citando la diversificazione delle sue fonti di elettricità e la costruzione di muri di isolamento acustico. La sua filiale MZX precisa in una lettera indirizzata ai residenti di «aver bisogno di queste proprietà per scopi professionali».

Il sindaco di Southaven, Darren Musselwhite, afferma per parte sua che il riacquisto «non ha l’obiettivo di trasformare il quartiere in una città aziendale». Evoca diversi obiettivi: proporre case ad alcuni dipendenti e costituire «un gesto di buona volontà, da parte di un’azienda socialmente responsabile, verso coloro che considerano lo sviluppo industriale vicino a casa loro come qualcosa di negativo». Il sindaco giudica inoltre la questione del rumore «priorità assoluta», ma secondo la fonte, i sensori installati dalla città non avrebbero segnalato livelli superiori al limite di 70 decibel.

Alcuni critici citano uno studio recente, secondo il quale un’esposizione mantenuta a livelli bassi come 50 decibel, come quelli misurati intorno ai centri dati, potrebbe causare problemi cardiovascolari.

Uno dei vicini che ha denunciato xAI afferma di «non essere mai stato un attivista», ma di essersi ora iscritto alle liste elettorali, in vista delle elezioni di metà mandato. Secondo lui, la vicenda ha rafforzato i legami all’interno della comunità locale e lo ha portato a interrogarsi sul modo in cui l’IA viene «imposta con la forza a tutti». Un’altra residente, insegnante di pianoforte, rifiuta totalmente di usare l’intelligenza artificiale: «So che se la tocco, il data center funzionerà ancora più forte.»