I francesi chiedono trasparenza sull’uso dell’intelligenza artificiale nella letteratura, dopo il caso Thélyson Orélien. Secondo un sondaggio Ipsos BVA e CESI scuola di ingegneria, oltre il 90% di loro desidera che i libri menzionino in copertina il ricorso all’IA quando è stato utilizzato.
Una polemica che diventa un tema sociale
Il 62% dei francesi ha sentito parlare del caso di questo romanziere canadese-haitiano, accusato di aver fatto ricorso all’IA per scrivere il suo romanzo « C’était ça ou mourir », uno dei libri di punta della stagione letteraria in Francia. Per l’istituto, la polemica ha « ampiamente superato la cerchia degli appassionati di letteratura » per imporsi come « un vero e proprio tema sociale ».
Il sondaggio mostra anche una forte diffidenza verso questi testi. Il 69% degli intervistati ritiene che un libro scritto con l’IA « non sia vera letteratura ».
Una richiesta di trasparenza
Sono il 92% a desiderare che l’uso dell’IA per tutto o parte della scrittura di un libro sia obbligatoriamente menzionato in copertina. « La trasparenza si impone come un’esigenza imprescindibile », sottolinea l’istituto.
La questione va oltre quella dell’informazione del lettore. Quasi la metà dei francesi (46%) considera che un libro sospettato di essere stato scritto con l’IA dovrebbe essere ritirato dalla selezione dei premi letterari. È ciò che è accaduto a settembre per « C’était ça ou mourir », escluso dalla lista del premio Goncourt a causa delle accuse di plagio e di utilizzo dell’IA rivolte al suo autore.
Il sondaggio è stato realizzato dal 9 al 12 ottobre su un campione di 1.000 francesi di età compresa tra i 18 e i 75 anni, rappresentativo secondo il metodo delle quote.





