Dopo l’abbandono di Thélyson Orélien da parte del suo editore canadese, la scossa nel mondo letterario prosegue

Dopo l’abbandono di Thélyson Orélien da parte del suo editore canadese, la scossa nel mondo letterario prosegue

Le Editions du Boréal hanno annunciato mercoledì 21 ottobre che Thélyson Orélien aveva effettivamente utilizzato l’intelligenza artificiale per scrivere C’était ça ou mourir, e che hanno posto fine alla loro relazione con lo scrittore. Il caso, che scuote il mondo letterario dalla fine di settembre, prende così una nuova piega.

Nel suo comunicato, l’editore indica di aver «commissionato un’analisi esterna approfondita», che ha rilevato «tracce di tag AI nei metadati di alcuni documenti». I metadati sono le informazioni tecniche che accompagnano un file informatico. Le Editions du Boréal, che avevano sostenuto l’autore canadese-haitiano fino ad ora, anche dopo le rivelazioni di plagio, non ristamperanno il romanzo e non pubblicheranno altri suoi libri.

Thélyson Orélien contesta però queste accuse, apparse inizialmente sul profilo di un utente di X. Al quotidiano Libération, ha affermato mercoledì: «Il libro è stato scritto da me». Riconosce di aver fatto ricorso all’IA nel «processo creativo», per «ricerche storiche», ma non nella stesura. Indebolito, si interroga: «Non so cosa vorranno ora. Dopo il libro, si accaniranno contro la mia persona?». Aggiunge: «Quello che sto vivendo, va oltre il quadro letterario, sta andando troppo oltre…»

Premi e istituzioni divisi

Il romanzo era già stato ritirato dalla selezione del premio Goncourt il 25 settembre, dopo rivelazioni sul plagio di altre opere e sospetti di ricorso all’IA. Il premio Renaudot, invece, ha scelto di mantenerlo nella seconda selezione. Georges-Olivier Chateaureynaud, segretario generale del premio, aveva dichiarato l’8 ottobre su France Inter: «Tutto ciò che riguarda l’IA, è comunque molto, molto nuovo; nello spirito, almeno di una maggioranza dei membri della giuria, non è provato».

Mercoledì, Philippe Claudel, presidente dell’Académie Goncourt, ha reagito su franceinfo all’annuncio delle Editions du Boréal: «Non si può avere che una reazione di tristezza. Siamo a una svolta nel mondo dell’editoria, perché oggi ci si porrà la domanda: ma chi scrive cosa, e chi ha scritto cosa?»

Diverse case editrici hanno inoltre adottato posizioni differenti. Secondo un’informazione di France Inter, il gruppo di Antoine Gallimard, Madrigall, indica di voler «sottoporre» i suoi prossimi manoscritti al rilevatore di IA, e ciò già da gennaio 2027. La misura riguarderebbe anche le opere di Denoël, Casterman, Flammarion, P.O.L. e Minuit. Hervé Le Tellier, autore di L’Anomalie, premio Goncourt 2020, vi vede «una decisione dell’editore, di fronte a una polemica distruttiva del patto di fiducia tra autore, editore e lettore».

Albin Michel utilizza già questo tipo di software, senza che esso abbia l’ultima parola: la decisione di pubblicare resta alla lettura umana. Le Editions de l’Observatoire, invece, hanno annunciato il 25 settembre la creazione di un’etichetta «100% umano». Non ricorrono a un rilevatore e puntano su un accordo vincolante. «Firmano un accordo vincolante in cui l’autore si impegna a non fare ricorso all’IA nella concezione del libro», ha spiegato all’AFP Emma Saudin, direttrice letteraria della narrativa.

Al contrario, il premio Pascal, fondato da tre imprenditori della tech, intende premiare un’opera co-scritta con l’intelligenza artificiale. Infine, Christine Angot ha reagito durante il programma «La Grande Librairie» trasmesso il 14 ottobre su France 5: «È un attacco contro la letteratura».