Impone internamente una transizione ultra-aggressiva verso lo sviluppo software assistito dall’IA e smette di assumere sviluppatori tradizionali

Impone internamente una transizione ultra-aggressiva verso lo sviluppo software assistito dall’IA e smette di assumere sviluppatori tradizionali
3 min de lecture

Il CEO di Proton, Andy Yen, esprime pubblicamente riserve sull’intelligenza artificiale, ma spinge internamente per una transizione molto rapida verso lo sviluppo software assistito dall’IA. Secondo le informazioni riportate, l’azienda, la cui immagine pubblica si basa sulla protezione della privacy e sulla sicurezza informatica, annuncia che il 2026 sarà l’ultimo anno di assunzione dei cosiddetti sviluppatori tradizionali.

A partire dal 2027, Proton prevede di assumere esclusivamente product manager incaricati di pilotare l’IA per generare le applicazioni. Secondo la direzione, il ruolo dello sviluppatore non consiste più nello scrivere codice manualmente, ma nel redigere specifiche e prompt (prompts) affinché modelli come Claude di Anthropic svolgano il lavoro. Nell’ottobre 2026, il direttore tecnico dell’azienda ha affermato che il 90% del codice di Proton era già generato dall’intelligenza artificiale.

Ora, la priorità è la velocità. Quando un dipendente della sicurezza ha suggerito di dedicare qualche giorno a testare (pentester) un codice generato dall’IA prima della sua messa online, Andy Yen ha definito questo approccio «cazzate e mentalità da perdente». In un messaggio pubblicato su X, scrive: «Smettetela di pensare sempre a come rallentare, e concentratevi di più su come andare più veloci».

Monitoraggio e ricolloqui

Per applicare questo orientamento, la direzione ha installato software di monitoraggio destinati a misurare la quantità di codice generato dall’IA prodotta da ogni dipendente. Inoltre, l’azienda organizza ricolloqui con i suoi team per valutare la loro padronanza dell’IA, avvertendo esplicitamente che i risultati influenzeranno il loro mantenimento in ruolo. Questa posizione contrasta con l’immagine pubblica di Proton e suscita forti preoccupazioni in merito alla sicurezza futura del software dell’azienda.

Il dibattito verte anche sul compromesso tra velocità di distribuzione e sicurezza. Andy Yen ha chiesto ai suoi team di smettere di «modellare amorevolmente tutto il codice a mano». Per i professionisti del software, aggirare le revisioni di sicurezza umane sul codice generato dall’IA è considerato una grave eresia tecnica, tanto più che gli utenti di Proton attribuiscono grande importanza alla sicurezza e alla riservatezza. Un utente di internet ha riassunto questo punto di vista su X: «Vibecoder tutto il vostro servizio è in conflitto con questi valori».

Sviluppatori e clienti rilevano inoltre una contraddizione. Proton si è storicamente presentata come l’alternativa etica ai giganti della tecnologia, ma la sua nuova strategia software si basa ampiamente su grandi modelli linguistici proprietari di terze parti, in particolare Claude di Anthropic. Secondo queste critiche, l’azienda trasferisce così il suo valore tecnologico verso le infrastrutture delle Big Tech che combatte pubblicamente.

Un paradosso di qualità

Un’analisi su larga scala condotta da GitClear su oltre 211 milioni di righe di codice, inclusi repository di aziende come Google, Microsoft o Meta, segnala un peggioramento della struttura del codice dalla generalizzazione degli assistenti IA. Il tasso di duplicazione dei blocchi di codice è stato moltiplicato per 4, secondo questa pubblicazione. Per la prima volta, il codice copia-incolla ha superato il codice spostato o riutilizzato.

Uno studio di caso sull’ingegneria sicura indica inoltre che l’87% delle Pull Requests generate dall’IA conteneva almeno una vulnerabilità sfruttabile. I ricercatori hanno rilevato falle di tipo injection SQL, XSS, overflow di buffer ed esposizione di identificativi hard-coded. Secondo l’articolo, l’IA riproduce gli schemi statistici del suo set di addestramento, spesso pieno di codice vecchio e non sicuro, il che può produrre un codice apparentemente funzionale ma fragile dal punto di vista della sicurezza.

La risposta di Andy Yen

Andy Yen sostiene che intelligenza artificiale e sicurezza possono coesistere nello sviluppo software. Su X, afferma che «le aziende fanno valutazioni delle performance, e l’IA fa parte di questa valutazione nella maggior parte dei luoghi», e che le sue posizioni sull’IA sono «ben più sfumate» di quanto lasci intendere l’articolo criticato.

Cita regolarmente Lumo, l’assistente IA di Proton, progettato per ovviare ai difetti di riservatezza di strumenti come ChatGPT o Claude. In origine, Lumo non proteggeva le conversazioni con cifratura end-to-end durante la loro esecuzione, Proton si limitava a promettere di non registrare i log. Per rispondere ai limiti di questa promessa, Andy Yen ha annunciato una transizione verso un modello di enclave sicura sui server di Proton. L’obiettivo è isolare l’esecuzione del grande modello linguistico in un ambiente cifrato a livello hardware, impedendo tecnicamente a Proton di intercettare i dati in fase di elaborazione.