Quando gli utenti comuni sentiranno l’impatto dell’IA ?

Quando gli utenti comuni sentiranno l’impatto dell’IA ?
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Per la maggior parte delle persone, l’intelligenza artificiale rimane una tecnologia astratta. Nella sua newsletter Interconnects, l’autore sostiene che i paragoni tra il boom attuale dell’IA e le rivoluzioni industriali passate tralasciano un fattore essenziale: il modo in cui il cambiamento tocca concretamente la vita quotidiana. Secondo lui, i benefici tangibili sono ancora rari e la società oppone più inerzia rispetto alle epoche precedenti.

Di ritorno dopo alcune settimane di assenza per il suo matrimonio in New England, nota che i contatti del grande pubblico con i prodotti di IA sono marginali, poco utili, se non addirittura disorientanti. Molte persone hanno sentito parlare dell’incidente OpenAI-HuggingFace senza sapere cosa pensarne. Dal lato positivo, l’IA serve soprattutto a creare immagini divertenti o ad arricchire la ricerca Google. Dal lato negativo, è associata agli algoritmi che creano dipendenza dei social media, ai parenti dipendenti dai chatbot e a un dibattito fiorente sui data center.

La famiglia, l’alimentazione, i trasporti o il tempo libero sono, secondo l’autore, ancora poco toccati. Ricorda che le rivoluzioni industriali avevano trasformato la vita ordinaria. La Prima Rivoluzione industriale, alla fine del XVIII secolo, ha permesso di accedere a vestiti e utensili da cucina più economici, a libri e a nuovi mestieri. La Seconda, alla fine del XIX secolo, ha introdotto gli elettrodomestici, gli alimenti conservati, l’acqua corrente nelle abitazioni, la fotografia o la bicicletta. Questi progressi, molto concreti, sono per molti ancora utilizzati oggi.

Benefici indiretti e una diffusione lenta

Le promesse più ambiziose dell’IA, come nuove scoperte scientifiche, trattamenti per malattie rare o un’abbondanza economica duratura, rischiano secondo lui di essere troppo indirette. « Come farà un cittadino comune a credere che OpenAI o Anthropic gli abbiano salvato la vita, se ha prima consultato il suo medico di famiglia, che gli ha parlato di una nuova cura miracolosa? » si chiede. Si interroga anche sulla percentuale di americani che si preoccuperà della risoluzione da parte di OpenAI del problema del prezzo del millennio di Navier-Stokes.

Per l’autore, la fase attuale serve soprattutto a costruire un’infrastruttura e processi che si accumuleranno per decenni. Un grande progresso matematico sembrerà senza dubbio modesto rispetto ai progressi successivi. Ritiene probabile che, tra cinquant’anni, la vita quotidiana media degli americani assomigli molto a quella di oggi, per quanto riguarda l’abitazione, gli elettrodomestici, le relazioni e i veicoli, a parte la guida autonoma, che segue una traiettoria distinta dai grandi modelli linguistici. L’IA riceverebbe allora una grande parte del merito.

Uno squilibrio fonte di tensioni

Questo divario preoccupa l’autore. Il lavoro intellettuale rappresenta circa la metà dell’economia americana e l’IA vi sarebbe « fondamentale quanto l’elettricità », o lo diventerà rapidamente grazie ai progressi attesi degli agenti, cioè dei sistemi capaci di concatenare compiti in modo autonomo, nei prossimi 18 mesi. Ritiene l’IA attuale soprattutto utile a un’élite, mentre l’economia tecnologica prospera mentre la vita quotidiana ristagna per molti.

Esaminando la pausa di Engels, cita la definizione di questo periodo: « il periodo dal 1790 al 1840, durante il quale i salari della classe operaia britannica ristagnarono e il prodotto interno lordo pro capite progredì rapidamente durante un sconvolgimento tecnologico ». Se questo parallelo fosse il più vicino a ciò che attende l’IA, coloro che non ne traggono beneficio avrebbero ragione a protestare. Non si aspetta neanche che l’industria tecnologica aumenti i suoi effettivi e concorda su questo punto con Doug OLaughlin, secondo il quale gli effettivi potrebbero diminuire mentre la produzione di lavoro intellettuale esploderebbe.

Teme che una tale reazione freni lo sviluppo dell’IA, indirizzandola verso lo scenario dell’energia nucleare americana. Secondo lui, i giovani che oggi seguono questo argomento vedranno l’IA passare da quasi lo 0% a oltre il 90% di adozione completa nel corso della loro vita.