La Silicon Valley vuole farvi investire nei « miracoli »

La Silicon Valley vuole farvi investire nei « miracoli »
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Anthropic ha pubblicato un prospetto di 335 pagine per la sua prossima quotazione in Borsa, di cui 94 dedicate ai fattori di rischio. Tra promesse di « un’era di miracoli » e avvertimenti su rischi « esistenziali » per l’umanità, il documento mescola il linguaggio dell’industria dell’IA e argomentazioni finanziarie.

In una lettera posta in testa al suo dossier per la quotazione, chiamato S-1, l’azienda chiede ai suoi futuri azionisti di non considerare l’acquisto « solo in termini transazionali ». Dovrebbero invece vederlo come « un’opportunità di far parte di qualcosa di più grande ». Secondo la lettera, il cammino verso un’IA avanzata è « uno dei momenti fondanti della storia umana ».

Il prospetto dettaglia tuttavia scenari oscuri. Evoca modelli che potrebbero « comportarsi in un modo che nessun utente o sviluppatore ha voluto », con incidenti « catastrofici » che l’intero settore assicurativo non potrebbe coprire. A pagina 46, il documento riporta preoccupazioni, espresse all’interno dell’azienda come da ricercatori, regolatori e attori del settore, secondo cui queste tecnologie potrebbero « presentare rischi catastrofici o esistenziali per l’umanità » se non sviluppate e utilizzate con le opportune garanzie.

Le aziende tecnologiche in procinto di quotarsi non hanno sempre proceduto in questo modo. Jay R. Ritter, professore al Warrington College of Business dell’Università della Florida, ricorda che il prospetto di Apple Computer, quotata nel 1980, contava 47 pagine senza alcun fattore di rischio. Cita anche il dossier di Facebook, diventata Meta, lungo 200 pagine di cui 22 dedicate ai rischi, e la lettera del suo CEO Mark Zuckerberg, che presentava un approccio alla crescita chiamato « The Hacker Way ». Secondo Ritter, « un problema di questa mole è che diventa sempre più difficile trovare le pepite di ciò che è importante ».

Un « anti-sell » dichiarato

Nella sua lettera, Anthropic presenta questa abbondanza di informazioni come parte della sua strategia di « anti-sell », destinata ad attirare investitori di lungo termine che condividono la sua visione. I fondatori scrivono che è « molto pericoloso » che le persone acquistino le loro azioni « sulla base di aspettative che non potete soddisfare ». Ricollegano questa posizione a uno dei principi dell’azienda, « promettere meno, consegnare di più ».

Alcune formulazioni del dossier hanno il sapore di ammissioni, come la possibilità di effettuare « investimenti in anticipo che possono sembrare di dimensioni irresponsabili ». Il documento ha anche la particolarità di mettere in evidenza una politica di « franchigia radicale ». Dario Amodei, CEO dell’azienda, ha dichiarato che esiste una probabilità che può arrivare fino al 25% che lo sviluppo dell’IA porti all’estinzione dell’umanità. Anthropic deve inoltre quotarsi come società a missione, una forma giuridica che la obbliga a conciliare missione sociale e interessi degli azionisti.

Zone d’ombra finanziarie

Nonostante queste informazioni, diversi elementi mancano per valutare la redditività dell’azienda, a cominciare dai suoi risultati del terzo trimestre. Anthropic ha registrato una crescita esplosiva del fatturato nel secondo trimestre, ma alcuni dirigenti aziendali hanno messo in guardia contro i costi dell’IA che volano. Se le sue perdite operative si sono ridotte nel secondo trimestre, il dossier rivela anche impegni finanziari di diverse centinaia di miliardi di dollari per garantire la potenza di calcolo di cui dice aver bisogno. Anthropic prevede infine di costruire la propria infrastruttura di data center, una decisione costosa che peserebbe sui suoi profitti.

Ritter ritiene che Anthropic probabilmente condividerà i suoi risultati del terzo trimestre man mano che la quotazione si avvicinerà. Aggiunge tuttavia che « nessuno sa » cosa accadrà una volta che la società sarà quotata, inclusa l’azienda stessa.

Il professore ricorda che WeWork, che era stata derisa nel 2019 per il lirismo del suo S-1, non si trovava nella stessa situazione. Secondo lui, si trattava di « un’azienda immobiliare in perdita, che si spacciava per un’azienda tecnologica con una valutazione ridicolmente alta ». Il dossier di Anthropic contiene tuttavia un fattore di rischio simile, a pagina 63: « Abbiamo una storia di perdite nette e potremmo non generare un fatturato sufficiente per raggiungere o mantenere la redditività in futuro. »