Commercio : la battaglia dell’IA si vince dietro le quinte

Commercio : la battaglia dell’IA si vince dietro le quinte
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Per Matt Redwood, Vice President, Global Solutions & Consulting Group – Banking & Retail di Diebold Nixdorf, l’intelligenza artificiale sta diventando un livello operativo del commercio, così come il punto vendita ne è stato il livello transazionale. In un articolo pubblicato da Journal du Net, sostiene che i distributori rischiano di ripetere con l’IA gli errori delle precedenti ondate tecnologiche. Secondo lui, il vantaggio competitivo si giocherà soprattutto sulla capacità di far lavorare insieme le diverse intelligenze di un’azienda.

I distributori potrebbero moltiplicare gli strumenti senza farli comunicare, frammentare i propri dati e accumulare integrazioni costose. Tuttavia, l’IA si integra ormai nel cuore delle decisioni e delle operazioni, rendendo questi difetti di integrazione ancora più critici. Tra cinque anni, le aziende probabilmente non si distingueranno più per questa o quella applicazione di IA, ma per la loro capacità di connettere dati, sistemi e processi, e poi di trasformare questa intelligenza in decisioni e azioni su scala della rete.

Dall’IA all’azione

I benefici potenziali sono già concreti: automazione dei compiti ripetitivi, tempo liberato per i collaboratori, ottimizzazione delle scorte e del merchandising, riduzione delle perdite e dei costi operativi, esperienza cliente più fluida e personalizzata. Il valore, insiste l’autore, non verrà tuttavia dall’IA da sola, ma dalla sua capacità di agire.

Il mercato si evolve in questa direzione, con i distributori che passano dalla sperimentazione alla ricerca di risultati misurabili. Non si tratta più solo di identificare una coda troppo lunga, ma di raccomandare, o addirittura di attivare, l’azione che la ridurrà. Allo stesso modo, rilevare una futura rottura di stock non basta più: bisogna anticipare il bisogno e avviare il riapprovvigionamento.

La sfida principale risiede in uno scollamento: gli utilizzi si sviluppano più velocemente delle infrastrutture capaci di farli funzionare insieme. Molte aziende dispongono già di diverse soluzioni, basate su dati, fornitori e processi differenti. Implementare un primo caso d’uso rimane relativamente semplice, ma generalizzarlo a diverse centinaia o migliaia di negozi lo è molto meno.

Una base tecnologica comune

La risposta non consiste nell’aggiungere un’applicazione, ma nel costruire la base che permetterà a queste intelligenze di comunicare. Una piattaforma di commercio unificata, che centralizzi i dati, le regole di business e i componenti comuni, permetterebbe di implementare progressivamente nuovi utilizzi senza ricostruire un’architettura ogni volta. Un’azienda potrebbe ad esempio iniziare con il riconoscimento degli articoli alla cassa, per poi collegare questa tecnologia a una soluzione di prevenzione delle perdite.

Questa logica condiziona, secondo l’articolo, il negozio intelligente. Un cliente che prepara la cena dall’app della propria azienda consulta diversi prodotti senza finalizzare l’acquisto. Una piattaforma unificata può incrociare questa intenzione con le scorte, i dati di fedeltà e le previsioni di domanda. Al suo arrivo in negozio, i prodotti pertinenti possono essere messi in evidenza, le scorte adeguate e i team mobilitati di conseguenza.

A lungo termine, questa intelligenza collettiva potrà combinare visione artificiale, IoT (oggetti connessi), RFID (etichette di identificazione a radiofrequenza), dati digitali e gestione dei team. Permetterà di prendere migliaia di microdecisioni ogni ora: riassegnare un collaboratore, attivare un riapprovvigionamento, adeguare un prezzo o modificare un percorso cliente.

Una questione di scalabilità

Per riuscirci, i distributori devono prima definire obiettivi di business precisi, poi costruire una base capace di sostenerli. Possono quindi implementare alcuni casi d’uso ad alto valore, prima di estendere le proprie capacità grazie a un ecosistema di partner e alla condivisione dei dati tra negozi e canali. La domanda da porsi prima di ogni nuovo progetto è quindi semplice: come questa soluzione potrà scalare e funzionare con le altre?

La posta in gioco dei prossimi anni non sarà sapere quale azienda possiede più IA, ma quale saprà meglio farle lavorare insieme. I distributori che avranno gettato fin da oggi le fondamenta che permettono a questa intelligenza di circolare, decidere e agire su larga scala disporranno, secondo Matt Redwood, del vero vantaggio competitivo di domani.