Le assunzioni a tempo indeterminato dei giovani tra i 21 e i 29 anni diminuiscono maggiormente nelle professioni esposte all’intelligenza artificiale, secondo uno studio della Banca di Francia pubblicato nel suo Bloc-notes Éco. Dal lancio di ChatGPT alla fine del 2022, ogni nuovo modello di IA generativa riaccende il timore di perdite massicce di posti di lavoro. Quasi quattro anni dopo, i dati iniziano a fornire un primo quadro, e il primo effetto visibile in Francia sembra colpire i più giovani.
- Le assunzioni dei giovani di 21-29 anni calano di più nelle professioni esposte all’IA.
- Tra gli sviluppatori informatici il calo raggiunge il 42% rispetto a novembre 2022.
- Altri fattori, come i tassi della BCE, il telelavoro e l’apprendistato, complicano l’attribuzione all’IA.
- L’automazione dei compiti junior potrebbe ridurre l’apprendimento e le competenze future.
Per giungere a questa conclusione, cinque economisti hanno analizzato l’insieme delle assunzioni e delle cessazioni di contratti a tempo indeterminato dichiarate tra gennaio 2019 e marzo 2026. Hanno incrociato questi dati con un indice che misura l’esposizione di ogni professione all’IA, e poi con le risposte di circa 6.000 imprese all’indagine congiunturale della Banca di Francia.
I giovani in prima linea
A marzo 2026, le assunzioni a tempo indeterminato dei 21-29enni nel quinto delle professioni più esposte si attestano circa al 28% al di sotto del loro livello di novembre 2022. Nel quinto meno esposto, il calo si limita a circa l’8%. Il divario si riduce per i 30-39enni e i 40-49enni, per poi scomparire quasi a partire dai 50 anni.
Anche le uscite diminuiscono, ma in misura minore. Tra i 21-29enni, le cessazioni di contratti a tempo indeterminato sono circa il 23% al di sotto del loro livello di novembre 2022 nelle professioni più esposte, contro il 6% in quelle meno esposte. Poiché le assunzioni calano più rapidamente delle uscite, i team si rinnovano più lentamente. Nelle imprese che dichiarano un uso intensivo dell’IA, anche le assunzioni di giovani a tempo indeterminato diminuiscono maggiormente che altrove, senza che il loro totale occupazionale si discosti nettamente da quello delle altre imprese.
I primi studi condotti all’estero non giungono sempre alle stesse conclusioni. In Danimarca, si osserva soprattutto una rapida riorganizzazione dei compiti, senza un effetto medio rilevabile sulle ore lavorate né sui redditi.
Gli sviluppatori in prima linea
Nel loro documento di lavoro, gli autori si interessano al caso degli sviluppatori e ingegneri informatici, molto rappresentati tra le professioni più esposte. Tra i 21-29enni, le loro assunzioni a tempo indeterminato si attestano all’inizio del 2026 circa al 42% al di sotto del loro livello di novembre 2022, contro circa l’11% nelle professioni meno esposte, ovvero un divario vicino a 31 punti. Contrariamente all’insieme delle professioni esposte, questo calo non si limita ai giovani: si attenua con l’età, ma colpisce tutte le fasce.
In Norvegia, Hernæs e Kostøl rilevano un distacco comparabile, con un’occupazione dei giovani sviluppatori in calo di circa il 18%, mentre l’insieme delle professioni più esposte non registra un calo significativo tra i giovani. Gli autori riconoscono tuttavia di non poter distinguere, per questa professione, il ruolo dell’IA da quello della congiuntura propria del settore informatico, segnata dalle riorganizzazioni seguite alla pandemia.
Un effetto difficile da isolare
Gli autori si guardano dall’attribuire queste evoluzioni alla sola IA. Diversi fattori confondono la lettura dei loro risultati. Il contesto economico innanzitutto: la BCE ha aumentato il suo tasso sui depositi dal −0,5% al 4% tra luglio 2022 e settembre 2023, un restringimento che, secondo lo studio, potrebbe aver pesato sulle assunzioni nelle stesse professioni, come la correzione post-Covid del settore tecnologico. Il telelavoro, che riguarda ampiamente gli stessi impieghi, potrebbe anch’esso frenare il reclutamento dei junior. L’apprendistato, infine, è progredito: il numero di apprendisti è passato da circa 430.000 nel 2017 a oltre un milione alla fine del 2023, il che ha modificato le vie di accesso all’impiego senza spiegare da solo le differenze tra le professioni.
Le imprese che utilizzano intensivamente l’IA assumevano già, secondo lo studio, in professioni più esposte prima dell’arrivo di ChatGPT. Il loro uso dell’IA è inoltre misurato solo all’inizio del 2026, mentre le differenze di reclutamento appaiono diversi trimestri prima. Lo studio stabilisce quindi un’associazione, senza isolare l’effetto proprio dell’IA. Il rallentamento dei reclutamenti junior potrebbe comunque pesare a più lungo termine, poiché diversi lavori teorici recenti mostrano che l’automazione dei compiti affidati ai principianti può ridurre l’apprendimento pratico e l’accumulo di competenze.
